Dura lex, sed lex.

Ecco a voi un breve post mattutino.

La notizia è conosciuta*, per cui non trovo il bisogno di riassumerla. La considerazione che faccio è la seguente: si deve essere sentimentali o si deve essere imparziali e freddi? In ogni caso qualcuno risulterà scontento, si straccerà le vesti piangendo e denunciando, a seconda dei casi, lo strupro della costituzione (questo lo dicono sempre) e l’utilizzo del potere a fini personali o la totale mancanza di umanità . Il ministro, se le dichiarazioni corrispondono al vero, non ha fatto nulla di moralmente sbagliato, anzi ha fatto una cosa che sicuramente in molti avremmo cercato di fare, ma che non abbiamo il coraggio di ammettere. Dunque l’ipocrisia di certi commenti (dal PD si chiede la task force per risolvere i problemi di tutti i detenuti, come se fosse possibile dall’oggi al domani), la stolida intransigenza di altri (M5S: Scelta umanitaria, SI DIMETTAAAA!!!111!), o l’inutilità di altri (PDL: ci dispiace per la situazione), mi sembrano come al solito volti a creare fazioni sull’onda dell’emozione e basta. Ma il ministro cosa avrebbe potuto fare? Avrebbe potuto cercare di rimanere totalmente estraneo a fatti come questo, poiché con la facilità con cui per ora vengono fatte intercettazione e sopratutto vengono fornite alla stampa si mostra sempre il fianco ad affondi, oppure avrebbe potuto fare una nota pubblica dicendo di voler fare una dichiarazione personale sulla vicenda, ma forse sarebbe stato peggio.  Avrebbe potuto rimanere inerme? Si, forse avrebbe potuto… Sicuramente so che spero di non trovarmi mai in una situazione simile…

 

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http://www.corriere.it/politica/13_ottobre_31/fonsai-ministro-cancellieri-intervenne-far-scarcerare-figlia-ligresti-a58f8154-4214-11e3-8636-110cb2716567.shtml

Si cerca di non impazzire…

Oggi avevo previsto di riprendere la rubrica delle date, tuttavia sono stanco e di pomeriggio dovrò studiare e risolvere alcune questioni che mi impediranno di fare le dovute ricerche per l’articolo. Il motivo per il quale sono stanco è questo: 

Una vera odissea… Ovviamente molti problemi li avrei potuti risolvere con una o due email, ma si sa le email sono troppo da finto-modernisti… Beh godetevela, un vero pezzo di storia e di scienza filmica e sociale oserei dire.

Ministero dello spazio

Io non sono un grande appassionato di fumetti, li leggo, ma preferisco i romanzi e di conseguenza non sono informato su fumettisti e disegnatori. Ieri ero all’Etna Comics e mentre mi aggiravo tra gli stand delle case editrici in cerca di qualcosa di interessante una copertina mi attira particolarmente ed i gentilissimi titolari cominciano a raccontarmi con passione a grandi linee il fumetto (ma chiamiamolo romanzo grafico). Beh l’ho comprato: l’ucronìa e lo spazio mi convincono sempre. MINISTEROSPAZIO_002

La scrittura e la postfazione sono di Warren Ellis, i disegni, invece di Chris Weston che leggo non essere dei perfetti sconosciuti. In Ministero dello spazio  l’Inghilterra alla fine della seconda guerra mondiale si è lanciata alla conquista dello spazio e la luna è diventata parte del mai tramontato impero Britannico. Tutto ciò è stato possibile grazie allo smaliziato John Dashwood reduce della battaglia di Inghilterra e fondatore del ministero. Tuttavia tutto ha un prezzo e solo alla fine del volume, benché lo si possa intuire, si avrà la certezza di quello pagato alla gloria imperitura non solo dall’Inghilterra, ma anche dalla nostra civiltà, che è ad una lettura profonda molto diversa da quella reale (indipendentemente dalle utilitarie svolazzanti presenti già dal 1960.

Il ritmo è serrato, i disegni belli, non mi fanno venire il mal di testa per lo meno. Forse i comprimari potevano avere un po’ di spazio in più, ma in generale mi è piaciuto molto!

 

Ministero dello Spazio
Warren Ellis, Chris Weston
Traduzione di smoky man
, 2012
96 pagine, brossurato, colore – 12,50 €
ISBN: 9788897141105

La regina ama i nani

Violento, inadatto e pauroso dicono quasi in lacrime i sensibilissimi eredi dei conquistatori in giubba rossa, riferendosi al nuovo scempio dei cattivi capitalisti dall’elmo cornuto a mamma Authority inglese. Leggo di una quasi rivoluzione in difesa dei nani da giardino recentemente picchiati e distrutti in un nuovo spot di IKEA*, che poi se lo meritavano secondo me, i nani sono molto inquietanti con quelle facce sorridenti e quei colori sgargianti. nani

Ah, lontanissimi ormai i tempi in cui l’imperturbabile signor Humour risiedeva nella terra del Cricket! Pare, infatti, ne sia stato scacciato perché sprovvisto di permesso di soggiorno.  Sia come sia la piovosa della delle zitelle acide è pronta a farsi ufficialmente carico di tutti i problemi dei bassi amici dal corpo di gesso…

 

Nani accorrete numerosi!  La corona vi proteggerà!

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*http://www.corriere.it/esteri/13_maggio_29/gran-bretagna-spot-ikea-contestato-nani-da-giardino-marchetti_0fa6aee8-c84c-11e2-8fbd-d55cdeb0d621.shtml

Una canzone per l’apocalisse…

Oggi finisce il mondo, i maya lo sapevano e poi lo hanno detto anche a Mistero… E poi qualcuno reinterpretando Nostradamus ha detto che appena gangnam style arriva al miliardo di visualizzazioni finisce il nostro tempo ed ormai manca poco…  Considerato ciò vi regalo apocalypse di Bear McCreary e della BSG orchestra. La Ritengo una canzone fantastica in una delle più belle colonne sonore di una serie televisiva. Inoltre la violoncellista fa un’ottima performance…

 

Buona fine del mondo a tutti ed i miei migliori auguri!

 

La bellezza degli scontri

Qualche mese fa giravano sulla più famosa piazza dei pettegolezzi di internet delle immagini in cui venivano mostrate a confronto folle urlanti e scontri di piazza in varie città europee e poi le code per l’iphone5 e il flashmob di Gangnamstyle in Italia…  Forse saranno state le foto, forse la crisi, forse l’autunno e l’inverno, ma le proteste che ci sono sempre state si sono fatte più accese. Gli italici sanculotti sono sempre felici di menare le mani (e bastoni, bottiglie, bombe-carta, molotov, pietre) contro quegli omoni più scuri dei puffi e mille volte più brutti e cattivi, senza identità e semplicemente servi dello stato. “In Italia c’è la dittatura delle banche (prima era la “dittatura del nano”, prima ancora della Dc, 14416_10152301553480171_758076302_npraticamente dal fascismo nulla è cambiato…) e protestare è il modo migliore di farsi sentire, dobbiamo ribellarci e distruggere questa struttura di potere corrotta, dobbiamo eliminare i politici e combattere i servi con i manganelli, la ricchezza deve essere distribuita a tutti. Abbasso le multinazionali e le banche!” Questo è bene o male il profondissimo pensiero che si potrebbe ascoltare parlando con uno degli studenti che protestano, magari coperto con casco e kefiah e con la felpa con la bandiera della pace stampata sul petto. Uno che magari pochi mesi prima era in coda per l’iphone5 e che giustamente vuole divertirsi senza preoccupazioni…  Io non contesto il voler protestare, contesto l’ovvietà di alcune frasi, contesto Grillo che invita le forze dell’ordine a sovvertire lo Stato e ribellarsi, contesto chi fomenta gli scontri da un lato e dall’altro parla di concordia e di pace. Ci sono altri mezzi, come ad esempio voti e costituzione di associazioni e referendum per far sentire la propria voce e so benissimo che possono anche fallire, ma anche le primavere arabe sono e stanno fallendo (quanto meno dal punto di vista democratico e laico).

In quest’ultima parte una considerazione pratica e molto individualista: Tu, ragazzo o giornalista o signore che sei capitato per caso nei pressi di uno scontro e non hai voglia di menare le mani, allontanati! Cosa diavolo ci stai a fare lì in mezzo davanti ad una carica a mani alzate? Pensi di avere una barriera davanti? Demente se non vuoi prendere mazzate fuggi e non dirmi: “si ma io ho il diritto di stare lì!” Palle e lo sai, non devo spiegarti certo io come funziona una carica e non devo spiegarti che non è come nei videogiochi in cui si selezionano i bersagli ed i cui i cattivi sono in rosso. Poi tra i poliziotti ci sono quelli che si vogliono sfogare, quelli che hanno paura e quindi colpiscono più forte, quelli che si fanno trascinare dalla  foga della battaglia, così come i manifestanti che prendono a calci in faccia i soldati blu a terra… Non venirmi a parlare di diritti, non venirmi a dire che in Germania non è così, che lì i servi dello stato hanno marciato con i manifestanti a Francoforte, perché un amico si è preso un pugno in faccia ed una manganellata mentre era a terra e non gli sembrava un gesto di affetto… I funzionari e gli alti dirigenti dovrebbero essere molto cauti nell’ordinare le cariche  nello schierare i reparti, perché solo i generali da salotto giocano con i soldatini e non capiscono cosa significhi creare uno scontro (così come non lo so io, per fortuna) e cosa significhi lanciare persone piene di tensioni e paure, abituate ad essere insultate, contro altre persone esasperate.  In questa situazione è normale che gli incidenti succedano e forse sono anche voluti… Una questione di cui si è discusso sono i numeri identificativi, questi possono essere uno strumento per rincuorare i cittadini (tra cui gli stessi poliziotti) a patto che chi di dovere non decida di usare anche questo strumento in maniera sbagliata, come tutti gli altri studenti che papà Stato ci mette a disposizione…