In cucina con lo studente…

Ricetta estiva e leggera ottima per chi è ancora sotto esami (io no! io no! Gnegnegnegne!)  che mi era stata consigliata da Alessia mentre preparavamo privato (era stato un periodo molto stressante…).  

Studenti e pomodori:

-3 pomodori rossi freschi(da insalata sono preferibili, ma io ho usato anche quelli da sugo…)

-Olio d’oliva/sale, pepe q.b

-Erbe aromatiche: Menta, origano, timo oppure i buoni vecchi mix già pronti.

-Capperi ( e se volete anche delle olive)

-mezzo pacchetto di feta, io ne uso uno intero praticamente.

Dopo aver tagliato i pomodori a fette non molto grandi uniteli al resto degli ingredienti, compresa la feta a cubetti e disponete il tutto  in una pirofila precedentemente oliata. Inseritela in formo ben caldo per pochissimi minuti, infatti, appena vedrete che il formaggio si è leggermente sciolto, dovrete tirare fuori il piatto e servire accompagnandolo con del pane e del vino bianco, se ne avete. L’importanza del forno sta nel diminuire l’acidità generale di quest’insalata servita normalmente fredda.

*questo piatto può anche essere accompagnato da del prosciutto crudo ad esempio.

Con questo dovreste riuscire a mangiare bene ed a non appesantirvi in vista delle ore di studio successivo, o delle ore di Facebook successive…

La furia degli amanti della famiglia stile mulino bianco…

*scusate se è molto che non aggiorno il blog, ma non ho avuto tempo.      

Un recente DDL ha scatenato la reazione furiosa di sdegno quasi domenicano,  da parte dei membri del  Forum delle associazioni familiari. Sulla sito della rivista Tempi è uscito un articolo dai toni quanto meno apocalittici, che rischiano di portare l’articolo sul farsesco. Credo sia meglio, prima di inserire una parte dell’articolo, se vi dico qual è l’argomento in questione; sto parlando dell’incesto, o meglio di una modica all’art.251cc resa ufficiale il 16 maggio 2012 e che permette il riconoscimento dei figli incestuosi, senza che sia più necessaria l’ignoranza dei genitori riguardo la natura incestuosa del loro rapporto al momento del concepimento.

Cristo che frase da studente di giurisprudenza…

In sostanza se, come nelle migliori/peggiori Soap opera o come nelle tragedie greche, Batuffolo Bill conosce una bonazza, ci finisce a letto e la lascia in dolce attesa, scoprendo poi che lei era la sua famosa sorella andata via di casa a 3 anni perché si sentiva abbastanza adulta per un corso di cucito in Azerbaijan e che poi è tornata dopo 25 anni perché le mancava il cespuglio davanti alla vecchia casa, il loro figliolo potrebbe  essere riconosciuto perché entrambi non sapevano la verità­ (ma trattandosi di Soap opera, potrebbero anche essere troppo stupidi per accorgersene…). Ma se i due piccioncini avessero capito subito di essere fratello e sorella e si fossero lo stesso dedicati all’amor terreno, come in uno squallido film porno e poi fosse nato un tenero pargolo, costui non avrebbe potuto mai avere il cognome del padre e soprattutto non avrebbe mai potuto avere diritti patrimoniali sui genitori e men che meno sui parenti. Grazie al ddl sulle «Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali» questa situazione viene modificata ed il buon figliolo che magari a 18 anni vuole sapere la verità sulle sue origini, se non è stato già riconosciuto, potrà farsi riconoscere e quindi mettere le mani sull’eredità (ma si, un po’ di sano cinismo da rapace non guasta mai!).  Questo post tuttavia non vuole essere un’analisi tecnica -tra l’altro parecchio noiosa-  della norma e del rapporto di filiazione, ma la risposta ad una dichiarazione presente nell’articolo pubblicato nel sito di Tempi, nonché un invito a informarsi in materia.

Per  questo motivo consiglio la lettura di un articolo su un sito * e quello su Tempi **

Il brano incriminato è questo:

«Non solo – continua Belletti – non è nell’interesse di un bambino sapere e vedere certificata apertamente la propria origine incestuosa. Per ogni cultura evoluta, poi, l’incesto è da sempre ritenuto un disordine da evitare e non certo da normare. Esso nella maggioranza dei casi è frutto di una violenza. Riconoscere l’incesto significa togliere protezione giuridica a tutti i membri della famiglia»

“Non è nell’interesse di un bambino sapere e vedere certificata apertamente la propria origine incestuosa.”

Ma siamo idioti? Magari un bambino vuole giocare alla Playstation, però un maggiorenne sicuramente vorrebbe sapere le sue origini.

“Per ogni cultura evoluta, poi, l’incesto è da sempre ritenuto un disordine da evitare e non certo da normare.”

La mia anima da amante occasionale della storia e da amante a tempo pieno dell’esattezza dei ragionamenti e delle spiegazioni si rivolta di fronte a questa frase.  Dovrebbe spiegarmi che intende per cultura evoluta, infatti, sembra applicare un  criterio cronologico, ma  i regni ellenistici, figli della cultura greca, mi sembrano tutto fuorché arretrati, considerando il contesto storico.  Casomai avrebbe dovuto scrivere “attuale ed evoluta”, ma anche in questo caso avrei da ridire… Anche perché è evoluta rispetto a cosa? Posso giustificarla solo nell’ottica scientifica in base alla quale il rapporto incestuoso può portare a problemi genetici (in questo caso gradirei, per curiosità intellettuale,  una spiegazione scientifica, dunque datevi da fare, o miei acculturati lettori!). Ci tengo a ricordare che l’incesto, o torto o a ragione, veniva utilizzato per mantenere il potere, sempre all’interno della stessa cerchia familiare, per tenere “il sangue puro”… Anche i patrizi romani erano soliti sposarsi tra cugini, ma non tra fratello e sorella.

Ripeto sempre che il contesto è essenziale in un’analisi seria.

“Esso nella maggioranza dei casi è frutto di una violenza.”

Ni.

Dato che l’incesto è culturalmente escluso dalla nostra società è raro che esso avvenga, dato che una persona, nemmeno lontanamente penserebbe di fare seriamente  sesso con un parente. Quindi i casi in cui ciò avviene possono essere generati da violenza, ma anche da un rapporto consensuale. Tuttavia è possibile l’esistenza un’attrazione “fatale” tra due consanguinei, che siano fratelli o cugini diretti, o zio e nipote o madre e figlio o padre e figlia. La modifica dell’art. 521cc non riguarda minimamente la violenza sessuale incestuosa, che viene punita  severamente dal codice penale. L’art. 564cp, invece, punisce l’incesto, mentre in caso di violenza si applicano di concerto le norme sulla violenza sessuale (artt. 609bis-609 decies del codice penale).

“Riconoscere l’incesto significa togliere protezione giuridica a tutti i membri della famiglia”

Niente di più sbagliato… Nell’ottica del forum-famiglie, di Tempi e di Pontifex si vuole salvaguardare a tutti i costi la famiglia vista come rappresentazione terrena  dell’opera di Dio, ma fregandosene altamente della protezione giuridica dei soggetti che non hanno colpe del rapporto dei genitori, le colpe, infatti, non ricadono sui figli. Quest’opinione sui figli legittimi ed il matrimonio è buono, forse, nelle lotte fra Clan o nelle lotte fra le famiglie nobili delle signorie, ma il Diritto (la maiuscola è d’obbligo) deve proteggere anche i singoli cittadini ed assicurare la pace sociale. In questo caso prendete in considerazione “pace sociale”: a mio parere nel passato l’istituto della filiazione legittima era utile perché consentiva al Pater  fedifrago di avere maggiori garanzie a tenere il patrimonio intatto alla sua morte, non dovendosi occupare  per forza dei bastardi –inoltre nel passato, spesso solo il primogenito ereditava le terre, ma questa è un’altra storia– attualmente questo bisogno è venuto meno, avendo tutti i figli virtuali possibilità di crearsi da soli un patrimonio e sparendo anche la visione del “feudo” da mantenere, ovviamente sto parlando in linea teorica. Al tempo stesso, si è capito che i figli naturali meritavano la stessa protezione dei figli legittimi e che in sostanza erano uguali. Dunque dovevano meritarsi una parte di eredità, l’ultima tappa in questo viaggio è quella degli incestuosi, che si è svolta in due tappe:

-Potevano essere legittimati se c’era l’ignoranza dei genitori.

Luuuuuuunga pausa.

-L’ignoranza non è più necessaria. (riforma attuale)

Anche gli incestuosi fanno parte della famiglia, così come i naturali e i legittimi. Rimangono pur sempre figli con il diritto al nome ed al patrimonio.

Per concludere dico che l’incesto non va certamente incentivato, ma che il legislatore deve sempre pensare ad una protezione giuridica per le categorie deboli e che i cari detrattori della norma dovrebbero utilizzare maggiore buon senso…

*http://www.lenuovemamme.it/lopinionedellemamme/i-figli-sono-davvero-tutti-uguali/

**http://www.tempi.it/lo-stato-italiano-sta-per-riconoscere-lincesto-e-i-cittadini-ne-sono-alloscuro#axzz21Od0fwGH