Dimensioni parallele e corsi di scassinaggio

Ieri sera in quel di Tubinga ho visitato con due amici un altro mondo, un po’ strano perché sembrava autentico come solo le rappresentazioni nei film o nei libri possono essere e che non avevo mai avuto modo di visitare. 

Purtroppo non ho oltrepassato alcun passaggio dimensionale  e non sono nemmeno finito tra le pieghe della  Londra di sotto di Neil Gaiman in Nessun dove, quello che ho fatto è stato visitare, come un esploratore, provetto un accampamento hippy, anche se definirlo hippy è riduttivo, dato l’insieme di “culture urbane” presenti .

Dopo una robusta cena a base di pasta al pesto e vino rosso ci mettiamo in cammino per  arrivare in questo posto dove ci sarebbe dovuta essere una fantomatica festa con musica live e birra. La mia guida, come chiamerò Francesco,  perché voglio far capire che non avevo assolutamente idea di cosa aspettarmi e soprattutto per dare quel tocco particolare alla narrazione. Gradualmente lasciammo il centro città borghese e studentesco passando attraverso la zona commerciale ed industriale, nonché davanti ad uno dei locali più tamarri che si possano vedere, fino ad arrivare in un quartiere, che ho scoperto proprio oggi ha ricevuto tra l’altro anche il premio europeo per l’urbanistica, purtroppo l’ho visitato solo di notte, ma sembra diverso dal mondo fine anni ‘70 in cui vivo attualmente, che devo confessare, non mi dispiace affatto.  Superata questa zona ci siamo inerpicati su una collinetta boscosa lungo una strada quasi completamente al buio, ma non eravamo i soli e si sentiva musica in lontananza.  Dalla strada principale abbiamo seguito un sentiero fino ad una vecchia roulotte marrone, eravamo finalmente arrivati al campo.

La cosa carina era che a segnare il sentiero  di terra battuta e fangoso, a causa delle maledette e continue piogge estive, c’erano delle piccole fiaccole, questo trasmetteva una vaga sensazione di misticismo medievale, che  unita alla vista delle  roulotte di tutte le forme e i colori mi creava un vago miscuglio di sensazioni.  Sempre lungo il sentiero c’era una bancarella che distribuiva candele ed un grosso falò con della gente attorno intenta a scaldarvisi e chiacchierare. Passati attraverso un cancelletto ricoperto di edere siamo arrivati alla festa, infatti sopra ad un camion-palco un gruppo musicale suonava, ma la cosa particolare del gruppo non era la loro musica, ma il batterista mostruosamente ed enormemente obeso che poi  è rimasto seduto sullo sgabello anche mentre gli altri smontavano gli strumenti, tanto da farci pensare che fosse una parte del camion e non una persona. Davanti allo spiazzo del concerto sotto un tendone c’erano il bar, dei tavoli ed un posto dove ordinare da mangiare, tra l’altro carissimo, considerando la quantità di cibo ed il luogo in cui ci trovavamo. Invece la birra era a prezzi normali.  La varietà di persone che erano sotto il tendone: studenti, punkettoni con il cane al seguito, alternative con i rasta e i piercing, gente distrutta dall’alcol, coppie di impiegati mezza età, bambini, studenti, non mi ha colpito più di tanto…

Ma sono  rimasto stupito dal corso che si teneva ad alcuni tavoli, cioè come imparare a scassinare una serratura, dalle più semplici, lucchetti compresi, alle più complesse, con annesso manuale, schemi e ferri del mestiere.  Molti ragazzini erano intenti nella divertente attività, ovviamente ci ho provato anche io, senza concludere nulla ovviamente, il mondo dello scasso non fa per me…

Non riesco ancora a decidere se questo innocuo passatempo, mi turba o no, probabilmente si.

Ad ogni modo quando il gruppo ha smesso di suonare dei giocolieri si sono dati da fare con delle torce, cerchi e lance infuocate, con il sottofondo di varie canzoni molto belle, di cui non ricordo i nomi. Posso dire con certezza che si respirava un grande senso di libertà all’interno della comunità, ma sicuramente anche loro avranno le loro regole.

Dopo la festa,  per uscire dal villaggio siamo passati  lungo un altro sentiero ed entrando in una delle poche strutture fisse, un bar-ristorante- taverna- mostra fotografica, una volta tornati in zona stazione siamo andati a sbranare un ottimo hamburger in un non-luogo, un fast-food americaneggiante  al secondo piano di una palazzina, con i bagni anni 70 e dotato di corridoi con atmosfera da ufficio. , sicuramente si trovava in una dimensione parallela…

In effetti qui sono tanti i luoghi in cui alienarsi, in cui trovare tante sfaccettature diverse.