La rubrica delle date- 24 settembre 1725

Nel lontano 1725 in questo giorno nasceva un uomo con uno dei cognomi più conosciuti al mondo: Arthur Guinness. Sappiate che il libro non è direttamente legato a lui, ma ha un piccolo posto in questa storia. Quest’uomo dal naso abbastanza grande e l’aspetto da notabile di provincia è colui al quale gli amanti della birra debbono molte delle loro sbronze. Originario di Celbridge, crebbe nella contea di Kildare perché il padre era amministratore delle terre dell’arcivescovo di Cahel. Evidentemente il padre era un ottimo amministratore, infatti il buon ecclesiastico lasciò in eredità e con profondo spirito cristiano 100 sterline a ciascuno dei membri della famiglia Guinness*. Arthur, di cui non si hanno notizie sull’educazione ricevuta**, con notevole spirito pratico decise di aprire un piccolo birrificio a Leixlip nel 1755, ma dopo quattro anni, dimostrando spirito imprenditoriale e coraggio, lasciò l’impresa al fratello minore per trasferirsi a Dublino, stipulando un contratto di affitto della durata di 9000 anni (della serie, non si sa mai…) per l’affitto del  St. James’s Gate Brewery, che diventò la sede del più famoso birrificio d’irlanda. Inizialmente si dedicò solo alla produzione della birra ale. La birra gli portò fortuna anche sul lato privato perché nel ’61, presumo nella bella Dublino, sposò Olivia Whitmore, che fu madre di ben 21 figli (doveva avere molto tempo libero…). In quegli anni si trasferì in un quartiere bene della città e dal 1767 fu a capo della corporazione dei mastri birrai fino alla morte, un incarico di prestigio, che lo fece diventare anche una figura interessante politicamente, tanto che rappresentò la corporazione nel consiglio comunale dublinese. Intanto gli affari proseguivano a gonfie vele e lui cominciò a fare esperimenti sulla birra porter, che già altri mastri birrai irlandesi avevano cominciato a produrre, anche come risposta alla concorrenza spietata di Londra. Nel 1778 fu venduta presumibilmente la prima Guinness come noi la intendiamo oggi, se si vuole tenere fede dei libri contabili. Al contempo fu un sostenitore aperto di Henry Grattan, deputato irlandese (che non ebbe molta fortuna nelle sue imprese) la cui battaglia era incentrata sull’autonomia dell’Irlanda e sull’attribuzione del potere legislativo del parlamento. Viene da pensare che il signor politico si accattivò il Guinness soprattutto grazie ad una proposta di legge per ridurre le tasse sulla birra (i buoni vecchi accordi politici, che bellezza!). I due avevano anche idee comuni riguardo l’emancipazione dei cattolici, anche se il furbo Guinness da buon imprenditore si tenne fuori dalla grande rivolta del 1798 contro il Regno Unito organizzata dagli “United Irishmen” (da cui si tenne lontano anche Grattan per divergenze di pensiero, era uno pacifico). Dal ’97 al ’99 allargò notevolmente la fabbrica e chiamò come consoci i Purser, già produttori londinesi di birra Porter da lunghi anni e poi bloccò la produzione di ale per spostare le risorse dell’impresa solo alla produzione della birra scura. Morì dopo questa lunga vita felice nel 1803, mentre l’azienda continuò e continua a prosperare.

*La famiglia Guinness ha sempre dichiarato di discendere la potente clan dei Magennis, ma la cosa non fu mai dimostrata, quello che adesso si sa grazie alle prove sul DNA è che loro sono probabilmente discendenti dei McCartans, parenti stretti dei Magennis. Quindi la loro nobile origini è salva, qualcuno vada a tranquillizzarli per favore…

**Probabilmente sarà stato educato da precettori privati

P.S Il Guinness dei Primati fu ideato dall’amministratore delegato dell’impresa nel 1951 ed il nome fu mantenuto anche quando i due marchi non ebbero più rapporti per reciproca convenienza.

Annunci