La regina ama i nani

Violento, inadatto e pauroso dicono quasi in lacrime i sensibilissimi eredi dei conquistatori in giubba rossa, riferendosi al nuovo scempio dei cattivi capitalisti dall’elmo cornuto a mamma Authority inglese. Leggo di una quasi rivoluzione in difesa dei nani da giardino recentemente picchiati e distrutti in un nuovo spot di IKEA*, che poi se lo meritavano secondo me, i nani sono molto inquietanti con quelle facce sorridenti e quei colori sgargianti. nani

Ah, lontanissimi ormai i tempi in cui l’imperturbabile signor Humour risiedeva nella terra del Cricket! Pare, infatti, ne sia stato scacciato perché sprovvisto di permesso di soggiorno.  Sia come sia la piovosa della delle zitelle acide è pronta a farsi ufficialmente carico di tutti i problemi dei bassi amici dal corpo di gesso…

 

Nani accorrete numerosi!  La corona vi proteggerà!

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*http://www.corriere.it/esteri/13_maggio_29/gran-bretagna-spot-ikea-contestato-nani-da-giardino-marchetti_0fa6aee8-c84c-11e2-8fbd-d55cdeb0d621.shtml

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La bellezza degli scontri

Qualche mese fa giravano sulla più famosa piazza dei pettegolezzi di internet delle immagini in cui venivano mostrate a confronto folle urlanti e scontri di piazza in varie città europee e poi le code per l’iphone5 e il flashmob di Gangnamstyle in Italia…  Forse saranno state le foto, forse la crisi, forse l’autunno e l’inverno, ma le proteste che ci sono sempre state si sono fatte più accese. Gli italici sanculotti sono sempre felici di menare le mani (e bastoni, bottiglie, bombe-carta, molotov, pietre) contro quegli omoni più scuri dei puffi e mille volte più brutti e cattivi, senza identità e semplicemente servi dello stato. “In Italia c’è la dittatura delle banche (prima era la “dittatura del nano”, prima ancora della Dc, 14416_10152301553480171_758076302_npraticamente dal fascismo nulla è cambiato…) e protestare è il modo migliore di farsi sentire, dobbiamo ribellarci e distruggere questa struttura di potere corrotta, dobbiamo eliminare i politici e combattere i servi con i manganelli, la ricchezza deve essere distribuita a tutti. Abbasso le multinazionali e le banche!” Questo è bene o male il profondissimo pensiero che si potrebbe ascoltare parlando con uno degli studenti che protestano, magari coperto con casco e kefiah e con la felpa con la bandiera della pace stampata sul petto. Uno che magari pochi mesi prima era in coda per l’iphone5 e che giustamente vuole divertirsi senza preoccupazioni…  Io non contesto il voler protestare, contesto l’ovvietà di alcune frasi, contesto Grillo che invita le forze dell’ordine a sovvertire lo Stato e ribellarsi, contesto chi fomenta gli scontri da un lato e dall’altro parla di concordia e di pace. Ci sono altri mezzi, come ad esempio voti e costituzione di associazioni e referendum per far sentire la propria voce e so benissimo che possono anche fallire, ma anche le primavere arabe sono e stanno fallendo (quanto meno dal punto di vista democratico e laico).

In quest’ultima parte una considerazione pratica e molto individualista: Tu, ragazzo o giornalista o signore che sei capitato per caso nei pressi di uno scontro e non hai voglia di menare le mani, allontanati! Cosa diavolo ci stai a fare lì in mezzo davanti ad una carica a mani alzate? Pensi di avere una barriera davanti? Demente se non vuoi prendere mazzate fuggi e non dirmi: “si ma io ho il diritto di stare lì!” Palle e lo sai, non devo spiegarti certo io come funziona una carica e non devo spiegarti che non è come nei videogiochi in cui si selezionano i bersagli ed i cui i cattivi sono in rosso. Poi tra i poliziotti ci sono quelli che si vogliono sfogare, quelli che hanno paura e quindi colpiscono più forte, quelli che si fanno trascinare dalla  foga della battaglia, così come i manifestanti che prendono a calci in faccia i soldati blu a terra… Non venirmi a parlare di diritti, non venirmi a dire che in Germania non è così, che lì i servi dello stato hanno marciato con i manifestanti a Francoforte, perché un amico si è preso un pugno in faccia ed una manganellata mentre era a terra e non gli sembrava un gesto di affetto… I funzionari e gli alti dirigenti dovrebbero essere molto cauti nell’ordinare le cariche  nello schierare i reparti, perché solo i generali da salotto giocano con i soldatini e non capiscono cosa significhi creare uno scontro (così come non lo so io, per fortuna) e cosa significhi lanciare persone piene di tensioni e paure, abituate ad essere insultate, contro altre persone esasperate.  In questa situazione è normale che gli incidenti succedano e forse sono anche voluti… Una questione di cui si è discusso sono i numeri identificativi, questi possono essere uno strumento per rincuorare i cittadini (tra cui gli stessi poliziotti) a patto che chi di dovere non decida di usare anche questo strumento in maniera sbagliata, come tutti gli altri studenti che papà Stato ci mette a disposizione…

Appello importante.

Salve… 

Da tanto tempo desideravo parlare con voi per dirvi che io sono stanco, molto, troppo stanco e nella vita si arriva ad un punto in cui ti accorgi di dover cambiare, di dover fare qualcosa di eclatante, di dover muovere le acque, perché la palude in cui ti ritrovi ti uccide. Questa palude può essere tranquilla e noiosa, oppure, come nel mio caso, un oceano in tempesta.  Fortunatamente il buon Michael si è offerto di pubblicare il mio sfogo sul suo blog (io credo soprattutto perché lui è troppo pigro per scrivere e perché si vuole godere il mare). Ma spesso sono tornato sui miei passi, ho rinunciato nei miei intenti, per paura di lasciare la via conosciuta.

Io sono Puntoevirgola, faccio parte della famiglia Della punteggiatura e vi chiedo di lasciarmi in santa pace, di smetterla di mostrarmi come un trofeo nei vostri scritti. Vi vantate della vostra bravura di fronte alle masse di coloro che mi hanno conosciuto e già dimenticato, vi ostinate a seguire le regole grammaticali, contenute in vecchi libri ormai buoni solo per il fuoco ed apprese tra una battaglia navale ed un nomicoseecittà . Credete forse di essere i possessori della sacra verità linguistica? Mi sembrate, piuttosto, quei vecchi ruderi comunisti che si radunano, indossando le vecchie uniformi, a rimpiangere una volta all’anno l’amata URSS oppure i nostalgici ingenui del benedetto musso… Basta! La mia attività non è più necessaria! Ho avuto periodi di grande lavoro e di questo vi ringrazio. Svolgevo le funzioni di Puntointerrogativo, Puntoesclamativo e Duepunti nelle disquisizioni filosofiche e nelle poesie della Grecia antica quando loro erano ancora in fasce. Successivamente Aldo Manuzio si prese la briga di utilizzarmi per creare pause mediane fra punto e virgola, per semplificare la lingua diceva lui, ma io credo fosse solo per noia o per un bicchiere di troppo. Punto e Virgola sono ancora pieni di salute, così spocchiosi da credersi immortali… Beh che ci pensino loro a segnare le pause, a lavorare! Io ESIGO riposarmi, al limite posso acconsentire ad essere usato negli elenchi, quello è un lavoro onesto, semplice e riposante. Far parte di un lista è come stare su una spiaggia in un giorno di mare calmo, lo sciabordio monotono dell’acqua ti rilassa e ti aiuta a pensare. Far parte di un discorso complesso invece è come stare in spiaggia in un giorno di mareggiate… TREMENDO! Devi sempre stare attento a non farti travolgere dalle onde, a non fare errori ed io non ho più l’età per certe cose. In fondo cari maledetti professoroni, che fastidio vi dà non usarmi? Potrete comunque regolare la vostra lettura anche senza guardare estasiati il mio profilo, peraltro splendido, ne convengo. Suvvia, non c’è bisogno di fare gli snob! L’italiano è una lingua così bella proprio perché è varia, si modifica spesso, non è mai ferma ed è innovativa. Io mi sento di troppo, non sono più musicale, non seguo più il ritmo dei discorsi, insomma, preferisco andare in pensione così come fece il simpatico punto mobile, già secoli fa. Inoltre voi ed i greci siete gli unici ad usarmi sempre e costantemente. Sadici! Ma il buon Michael mi appoggia in questa scelta, devo averlo sicuramente colpito con la mia oratoria stringente ed efficace, non credo sia infatti così pigro da aiutarmi per non utilizzarmi…

Ah un’altra cosa, io odio chi dice: “devi usare il punto e virgola!” No! Io non voglio, non ve ne do il diritto, maledetti! E diciamocela tutta… Nella maggioranza dei casi non siete nemmeno in grado di usarmi correttamente e mi fate faticare inutilmente. Per la millesima volta dunque vi imploro di lasciarmi perdere, è giunto per me il momento di lasciare la battaglia fino a quando non sarò nuovamente in forze.  Vado in pensione già troppo vecchio, non sono mica un cittadino italiano io!

Con (poco) affetto

Il (mai) vostro Puntoevirgola

La furia degli amanti della famiglia stile mulino bianco…

*scusate se è molto che non aggiorno il blog, ma non ho avuto tempo.      

Un recente DDL ha scatenato la reazione furiosa di sdegno quasi domenicano,  da parte dei membri del  Forum delle associazioni familiari. Sulla sito della rivista Tempi è uscito un articolo dai toni quanto meno apocalittici, che rischiano di portare l’articolo sul farsesco. Credo sia meglio, prima di inserire una parte dell’articolo, se vi dico qual è l’argomento in questione; sto parlando dell’incesto, o meglio di una modica all’art.251cc resa ufficiale il 16 maggio 2012 e che permette il riconoscimento dei figli incestuosi, senza che sia più necessaria l’ignoranza dei genitori riguardo la natura incestuosa del loro rapporto al momento del concepimento.

Cristo che frase da studente di giurisprudenza…

In sostanza se, come nelle migliori/peggiori Soap opera o come nelle tragedie greche, Batuffolo Bill conosce una bonazza, ci finisce a letto e la lascia in dolce attesa, scoprendo poi che lei era la sua famosa sorella andata via di casa a 3 anni perché si sentiva abbastanza adulta per un corso di cucito in Azerbaijan e che poi è tornata dopo 25 anni perché le mancava il cespuglio davanti alla vecchia casa, il loro figliolo potrebbe  essere riconosciuto perché entrambi non sapevano la verità­ (ma trattandosi di Soap opera, potrebbero anche essere troppo stupidi per accorgersene…). Ma se i due piccioncini avessero capito subito di essere fratello e sorella e si fossero lo stesso dedicati all’amor terreno, come in uno squallido film porno e poi fosse nato un tenero pargolo, costui non avrebbe potuto mai avere il cognome del padre e soprattutto non avrebbe mai potuto avere diritti patrimoniali sui genitori e men che meno sui parenti. Grazie al ddl sulle «Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali» questa situazione viene modificata ed il buon figliolo che magari a 18 anni vuole sapere la verità sulle sue origini, se non è stato già riconosciuto, potrà farsi riconoscere e quindi mettere le mani sull’eredità (ma si, un po’ di sano cinismo da rapace non guasta mai!).  Questo post tuttavia non vuole essere un’analisi tecnica -tra l’altro parecchio noiosa-  della norma e del rapporto di filiazione, ma la risposta ad una dichiarazione presente nell’articolo pubblicato nel sito di Tempi, nonché un invito a informarsi in materia.

Per  questo motivo consiglio la lettura di un articolo su un sito * e quello su Tempi **

Il brano incriminato è questo:

«Non solo – continua Belletti – non è nell’interesse di un bambino sapere e vedere certificata apertamente la propria origine incestuosa. Per ogni cultura evoluta, poi, l’incesto è da sempre ritenuto un disordine da evitare e non certo da normare. Esso nella maggioranza dei casi è frutto di una violenza. Riconoscere l’incesto significa togliere protezione giuridica a tutti i membri della famiglia»

“Non è nell’interesse di un bambino sapere e vedere certificata apertamente la propria origine incestuosa.”

Ma siamo idioti? Magari un bambino vuole giocare alla Playstation, però un maggiorenne sicuramente vorrebbe sapere le sue origini.

“Per ogni cultura evoluta, poi, l’incesto è da sempre ritenuto un disordine da evitare e non certo da normare.”

La mia anima da amante occasionale della storia e da amante a tempo pieno dell’esattezza dei ragionamenti e delle spiegazioni si rivolta di fronte a questa frase.  Dovrebbe spiegarmi che intende per cultura evoluta, infatti, sembra applicare un  criterio cronologico, ma  i regni ellenistici, figli della cultura greca, mi sembrano tutto fuorché arretrati, considerando il contesto storico.  Casomai avrebbe dovuto scrivere “attuale ed evoluta”, ma anche in questo caso avrei da ridire… Anche perché è evoluta rispetto a cosa? Posso giustificarla solo nell’ottica scientifica in base alla quale il rapporto incestuoso può portare a problemi genetici (in questo caso gradirei, per curiosità intellettuale,  una spiegazione scientifica, dunque datevi da fare, o miei acculturati lettori!). Ci tengo a ricordare che l’incesto, o torto o a ragione, veniva utilizzato per mantenere il potere, sempre all’interno della stessa cerchia familiare, per tenere “il sangue puro”… Anche i patrizi romani erano soliti sposarsi tra cugini, ma non tra fratello e sorella.

Ripeto sempre che il contesto è essenziale in un’analisi seria.

“Esso nella maggioranza dei casi è frutto di una violenza.”

Ni.

Dato che l’incesto è culturalmente escluso dalla nostra società è raro che esso avvenga, dato che una persona, nemmeno lontanamente penserebbe di fare seriamente  sesso con un parente. Quindi i casi in cui ciò avviene possono essere generati da violenza, ma anche da un rapporto consensuale. Tuttavia è possibile l’esistenza un’attrazione “fatale” tra due consanguinei, che siano fratelli o cugini diretti, o zio e nipote o madre e figlio o padre e figlia. La modifica dell’art. 521cc non riguarda minimamente la violenza sessuale incestuosa, che viene punita  severamente dal codice penale. L’art. 564cp, invece, punisce l’incesto, mentre in caso di violenza si applicano di concerto le norme sulla violenza sessuale (artt. 609bis-609 decies del codice penale).

“Riconoscere l’incesto significa togliere protezione giuridica a tutti i membri della famiglia”

Niente di più sbagliato… Nell’ottica del forum-famiglie, di Tempi e di Pontifex si vuole salvaguardare a tutti i costi la famiglia vista come rappresentazione terrena  dell’opera di Dio, ma fregandosene altamente della protezione giuridica dei soggetti che non hanno colpe del rapporto dei genitori, le colpe, infatti, non ricadono sui figli. Quest’opinione sui figli legittimi ed il matrimonio è buono, forse, nelle lotte fra Clan o nelle lotte fra le famiglie nobili delle signorie, ma il Diritto (la maiuscola è d’obbligo) deve proteggere anche i singoli cittadini ed assicurare la pace sociale. In questo caso prendete in considerazione “pace sociale”: a mio parere nel passato l’istituto della filiazione legittima era utile perché consentiva al Pater  fedifrago di avere maggiori garanzie a tenere il patrimonio intatto alla sua morte, non dovendosi occupare  per forza dei bastardi –inoltre nel passato, spesso solo il primogenito ereditava le terre, ma questa è un’altra storia– attualmente questo bisogno è venuto meno, avendo tutti i figli virtuali possibilità di crearsi da soli un patrimonio e sparendo anche la visione del “feudo” da mantenere, ovviamente sto parlando in linea teorica. Al tempo stesso, si è capito che i figli naturali meritavano la stessa protezione dei figli legittimi e che in sostanza erano uguali. Dunque dovevano meritarsi una parte di eredità, l’ultima tappa in questo viaggio è quella degli incestuosi, che si è svolta in due tappe:

-Potevano essere legittimati se c’era l’ignoranza dei genitori.

Luuuuuuunga pausa.

-L’ignoranza non è più necessaria. (riforma attuale)

Anche gli incestuosi fanno parte della famiglia, così come i naturali e i legittimi. Rimangono pur sempre figli con il diritto al nome ed al patrimonio.

Per concludere dico che l’incesto non va certamente incentivato, ma che il legislatore deve sempre pensare ad una protezione giuridica per le categorie deboli e che i cari detrattori della norma dovrebbero utilizzare maggiore buon senso…

*http://www.lenuovemamme.it/lopinionedellemamme/i-figli-sono-davvero-tutti-uguali/

**http://www.tempi.it/lo-stato-italiano-sta-per-riconoscere-lincesto-e-i-cittadini-ne-sono-alloscuro#axzz21Od0fwGH