Appello importante.

Salve… 

Da tanto tempo desideravo parlare con voi per dirvi che io sono stanco, molto, troppo stanco e nella vita si arriva ad un punto in cui ti accorgi di dover cambiare, di dover fare qualcosa di eclatante, di dover muovere le acque, perché la palude in cui ti ritrovi ti uccide. Questa palude può essere tranquilla e noiosa, oppure, come nel mio caso, un oceano in tempesta.  Fortunatamente il buon Michael si è offerto di pubblicare il mio sfogo sul suo blog (io credo soprattutto perché lui è troppo pigro per scrivere e perché si vuole godere il mare). Ma spesso sono tornato sui miei passi, ho rinunciato nei miei intenti, per paura di lasciare la via conosciuta.

Io sono Puntoevirgola, faccio parte della famiglia Della punteggiatura e vi chiedo di lasciarmi in santa pace, di smetterla di mostrarmi come un trofeo nei vostri scritti. Vi vantate della vostra bravura di fronte alle masse di coloro che mi hanno conosciuto e già dimenticato, vi ostinate a seguire le regole grammaticali, contenute in vecchi libri ormai buoni solo per il fuoco ed apprese tra una battaglia navale ed un nomicoseecittà . Credete forse di essere i possessori della sacra verità linguistica? Mi sembrate, piuttosto, quei vecchi ruderi comunisti che si radunano, indossando le vecchie uniformi, a rimpiangere una volta all’anno l’amata URSS oppure i nostalgici ingenui del benedetto musso… Basta! La mia attività non è più necessaria! Ho avuto periodi di grande lavoro e di questo vi ringrazio. Svolgevo le funzioni di Puntointerrogativo, Puntoesclamativo e Duepunti nelle disquisizioni filosofiche e nelle poesie della Grecia antica quando loro erano ancora in fasce. Successivamente Aldo Manuzio si prese la briga di utilizzarmi per creare pause mediane fra punto e virgola, per semplificare la lingua diceva lui, ma io credo fosse solo per noia o per un bicchiere di troppo. Punto e Virgola sono ancora pieni di salute, così spocchiosi da credersi immortali… Beh che ci pensino loro a segnare le pause, a lavorare! Io ESIGO riposarmi, al limite posso acconsentire ad essere usato negli elenchi, quello è un lavoro onesto, semplice e riposante. Far parte di un lista è come stare su una spiaggia in un giorno di mare calmo, lo sciabordio monotono dell’acqua ti rilassa e ti aiuta a pensare. Far parte di un discorso complesso invece è come stare in spiaggia in un giorno di mareggiate… TREMENDO! Devi sempre stare attento a non farti travolgere dalle onde, a non fare errori ed io non ho più l’età per certe cose. In fondo cari maledetti professoroni, che fastidio vi dà non usarmi? Potrete comunque regolare la vostra lettura anche senza guardare estasiati il mio profilo, peraltro splendido, ne convengo. Suvvia, non c’è bisogno di fare gli snob! L’italiano è una lingua così bella proprio perché è varia, si modifica spesso, non è mai ferma ed è innovativa. Io mi sento di troppo, non sono più musicale, non seguo più il ritmo dei discorsi, insomma, preferisco andare in pensione così come fece il simpatico punto mobile, già secoli fa. Inoltre voi ed i greci siete gli unici ad usarmi sempre e costantemente. Sadici! Ma il buon Michael mi appoggia in questa scelta, devo averlo sicuramente colpito con la mia oratoria stringente ed efficace, non credo sia infatti così pigro da aiutarmi per non utilizzarmi…

Ah un’altra cosa, io odio chi dice: “devi usare il punto e virgola!” No! Io non voglio, non ve ne do il diritto, maledetti! E diciamocela tutta… Nella maggioranza dei casi non siete nemmeno in grado di usarmi correttamente e mi fate faticare inutilmente. Per la millesima volta dunque vi imploro di lasciarmi perdere, è giunto per me il momento di lasciare la battaglia fino a quando non sarò nuovamente in forze.  Vado in pensione già troppo vecchio, non sono mica un cittadino italiano io!

Con (poco) affetto

Il (mai) vostro Puntoevirgola

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