Ministero dello spazio

Io non sono un grande appassionato di fumetti, li leggo, ma preferisco i romanzi e di conseguenza non sono informato su fumettisti e disegnatori. Ieri ero all’Etna Comics e mentre mi aggiravo tra gli stand delle case editrici in cerca di qualcosa di interessante una copertina mi attira particolarmente ed i gentilissimi titolari cominciano a raccontarmi con passione a grandi linee il fumetto (ma chiamiamolo romanzo grafico). Beh l’ho comprato: l’ucronìa e lo spazio mi convincono sempre. MINISTEROSPAZIO_002

La scrittura e la postfazione sono di Warren Ellis, i disegni, invece di Chris Weston che leggo non essere dei perfetti sconosciuti. In Ministero dello spazio  l’Inghilterra alla fine della seconda guerra mondiale si è lanciata alla conquista dello spazio e la luna è diventata parte del mai tramontato impero Britannico. Tutto ciò è stato possibile grazie allo smaliziato John Dashwood reduce della battaglia di Inghilterra e fondatore del ministero. Tuttavia tutto ha un prezzo e solo alla fine del volume, benché lo si possa intuire, si avrà la certezza di quello pagato alla gloria imperitura non solo dall’Inghilterra, ma anche dalla nostra civiltà, che è ad una lettura profonda molto diversa da quella reale (indipendentemente dalle utilitarie svolazzanti presenti già dal 1960.

Il ritmo è serrato, i disegni belli, non mi fanno venire il mal di testa per lo meno. Forse i comprimari potevano avere un po’ di spazio in più, ma in generale mi è piaciuto molto!

 

Ministero dello Spazio
Warren Ellis, Chris Weston
Traduzione di smoky man
, 2012
96 pagine, brossurato, colore – 12,50 €
ISBN: 9788897141105

L’Ue terra di santi, illuminati e pacifisti

“Il Comitato ha deciso di assegnare il premio Nobel per la pace 2012 all’Unione Europea. L’Unione e i suoi membri per oltre sei decenni hanno contribuito al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa.”*  il nobel per la pace dell’anno 2012, come tutti avete ormai avuto modo di apprendere, è stato assegnato all’Unione Europea dall’altissima ed illuminata commissione nominata dal parlamento norvegese. La scelta è decisamente opinabile, anche se la frase da me riportata è senz’altro vera. Il fatto che per 60 anni gli stati europei non hanno praticato il loro sport preferito nel loro parco giochi prediletto in grande stile, ma hanno preferito i trattati sembra dimostrarlo, come lo dimostrano gli sforzi normativi e sostanziali fatti in questo senso. Non viviamo in un paradiso, anzi in alcuni luoghi la tranquillità è solo un sogno, ma nel complesso l’atmosfera è pacifica e di collaborazione. ** La pace si sa, è un concetto assai nebuloso e strumentalizzato, quella totale non potrà mai essere raggiunta se non a determinate condizioni aliene al nostro modo di essere. In questo caso pace dovrebbe essere intesa come tendenza (lenta) ad escludere uno stato guerra generale ed il ricorso alle armi come mezzo di risoluzione delle controversie. L’idea stessa di nobel per la pace è strana, legata alla politica ed alla diplomazia, perché non stiamo mica parlando di un libro, una ricerca scientifica, una cosa tangibile, ma di un equilibrio attraverso la storia ed attribuire un premio per aver creato un equilibrio di cui non si conosce la stabilità mi pare inutile. Io lo abolirei in quanto solo un’essere immortale (Dio, il Dr. Manhattan, Dracula, Matusalemme) potrebbe giudicare. Ma se deve essere attribuito a qualcuno, che si scelga almeno una persona fisica che nella sua lunga vita ha impiegato le sue risorse per quel fine e che questo sia riconosciuto da molti, oppure un organismo che ha come fine primario l’ideale puro di pace, o che questo traspaia dai suoi fini (come nel caso della Croce Rossa Internazionale). Invece l’UE (stato, organismo internazionale, pastrocchio) non può riceverlo, per il semplice  e pacifico fatto un ente di questo genere non potrà dedicarsi unicamente alla pace, ma avrà interessi nel commercio di armi, saranno presenti sul territorio forze armate, i suoi rappresentanti si troveranno a dover fare scelte poco etiche od a sacrificare determinate risorse (ad esempio riduzione delle libertà personali per la pubblica sicurezza),tutte cose che si pongono all’opposto di un ideale puro di pace, ma è così che va il mondo. Gli Stati (faccio rientrare qui anche l’UE per comodità) ricercano l’equilibrio e la convivenza pacifica, ma devono assicurarsi la sopravvivenza . Quello che io voglio dire è che l’UE non può rappresentare per la sua stessa natura l’ideale del premio, non perché sia un organismo guerrafondaio o che schiavizzi i cittadini, bensì perché si trova a dover far collimare più interessi, che con l’ideale puro di pace (io penso a Gandhi se si parla di pace) hanno poco a che fare.

P.S Ho trovato opinabili alcune attribuzioni del Nobel, ad esempio ad Obama, caso in cui la scelta politica (come nel caso dell’UE) è molto contestabile. Un premio nobel dato praticamente sulla fiducia!

 

 

*http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/10/12/SCHEDA-motivazioni-premio-Ue_7618985.html                                                     **Fondamentale in questo discorso è non pensare al singolo, ma alla massa.

 

Astronavi, elefanti e cose strane…

Questo è un post caotico, frutto di pensieri serali pre-letto.  

Vimana… Il Nome è alquanto strano ne convengo, sembra quasi un prodotto tipo vitasnella o qualcosa del genere e in realtà è il nome  di antiche astronavi indiane che volavano sulla terra 15mila anni fa e che secondo alcuni strani studiosi atterravano in aeroporti siti in tutto il mondo (come nella piana di Nazca) … Agli indiani evidentemente non bastavano gli scacchi e il kamasutra, ma volevano anche le astronavi… Basta cercare su internet per ottenere un’abbastanza ampia bibliografica, se siete interessati a questo strano argomento (1). Questa ovviamente è una supposizione non condivisa dall’archeologia classica ma portata avanti da quella parte della dottrina archeologico-scientifica più aperta alle speculazioni (seghe mentali). Costoro, se vogliamo semplificare ed ironizzare, sono i seguaci dell’età d’oro, quelli secondo cui millenni fa sulla terra arrivarono gli alieni colonizzandola e dotando gli indigeni di una notevole spinta tecnologica, che poi si è persa fra le nebbie di tempo, mito, ignoranza, religione. Guardando un programma in Tv su questa teoria mi sono chiesto: “com’è potuto accadere questo tracollo tecnologico-sociale?”  Forse una guerra, oppure un disastro naturale, oppure entrambe o una grave crisi economica. Volendo pensare alle mille teorie sul diluvio universale. Devo dire che questi argomenti sono particolarmente interessanti e mi stuzzicano la fantasia quando cerco di immaginare come fosse il mondo in quel fantomatico periodo, cosa che mi rimanda anche alle ambientazioni di D&D in cui è un continuo parlare di imperi scomparsi, tecnologie perdute et similia. Tuttavia poi vado inevitabilmente all’immaginare il tracollo di quest’antica società in cui ci saranno stati i vari erBatman(una nullità), Nixon, Caligola, Dittatori vari, Plutocrati vari e via seguitando ed a questo punto la mia strana e complicata mente vola alla nostra società. Poi per non farla deprimere cambio argomento di pensiero, come ad esempio su cosa scrivere il prossimo post, oppure un gran pezzo di bella signorina, oppure vado a leggermi un bel romanzo del Morozzi che riesce sempre a distrarmi anche se quelli che ho li ho letti 10mila volte (forse dovrei chiedergli i soldi per la pubblicità (in)volontaria o almeno un piatto di tagliatelle…). Per chiudere il discorso prima del Morozzi penso che probabilmente ogni civiltà ha bisogno del suo tracollo per fare da base ad un’altra era e questo è un processo per niente pacifico e che comporta molteplici danni e perdite di vite e conoscenza, ma necessario, perché si parla di grandi organismi sociali viventi… Tuttavia io spero che il tracollo della nostra avvenga quando la mia dipartita sarà avvenuta in tranquillità…  Tornando alle società passate ed alle loro tecnologie è in effetti strano che delle civiltà precolombiane avessero delle riproduzioni d’oro di modelli aerei strutturalmente funzionanti (se riprodotti ovviamente) (2), oppure che gli egizi spostassero blocchi granito enormi, oppure che i cereali siano cresciuti in tutto il mondo nello stesso periodo. Riguardo questi argomenti io sono scettico, ma mi piacerebbe molto l’idea che fossero veri, quindi speriamo bene…  Pensare a queste cose mi fa dimenticare ad esempio che in Sicilia gli imprenditori sono molto poco portati a pensare in grande e che perdono sempre occasioni d’oro…

1: http://it.wikipedia.org/wiki/Vimanahttp://ufoisland.blogspot.it/2008/07/i-vimana-antiche-astronavi.html

2: http://pianetanibiru.forumfree.it/?t=62752098http://www.youtube.com/watch?v=kWfdqizX7nE&feature=related

le querele, le liti inutili e gli scrittori(?)

Dovete sapere che Massimiliano Parente ha approfittato dell’indignazione  e dello stracciamento di vesti da parte di un gruppo di scrittori (di cui non ho letto nulla e di cui non me ne frega una beneamata cippa) contro Carofiglio che ha querelato un altro tizio, tale Vincenzo Ostuni (che lo aveva definito scribacchino), per tirare una bordata pesante contro tutti questi soggetti e ridicolizzarli pesantemente, definendoli tutti scribacchini. Io mi schiero al suo fianco, anche se non gliene può fregar di meno. Siamo al ridicolo… Questo tizi, sicuramente annoiati, ne hanno approfittato per incontrarsi, fare un po’ di caciara e poi andare a mangiare in trattoria. Carofiglio, possibilmente non ricordando la lentezza del carrozzone Justitia (eppure come magistrato dovrebbe saperlo) ed avendo anche lui tanto tempo libero (evidentemente ‘sti “artisti”  passano le giornate a meditare) e soldi per gli avvocati, decide invece di querelare l’altro per la parola “scribacchino”. Ma buon Carofiglio, che problema hai? Vuoi farti soldi facili con la querela? Perché solo così comprendo il tuo gesto. Il Querelato non ha usato, secondo me,  né buon gusto né fantasia, non avendo fatto uso di salaci commenti o di un raccontino sarcastico per allietarci, invece si è limitato ad una critica elementare e dovrebbe essere processato per banalità ed ovvietà, data la sua preparazione culturale. Quell’altro invece, il Gianrico poteva semplicemente mandarlo a cagare o fare un raccontino ancora più sarcastico e astioso, infarcito di pungente risentimento contro Ostuni, rispondendo quindi di fioretto. Per me è così che si dovrebbe fare nel mondo della critica letteraria e politica, a parte i casi gravi ovviamente. Intellettualoidi a voi mi rivolgo: dovete divertici con le vostre schermaglie, è questo il vostro compito nella società! Invece no, questi quattro arroganti e tronfi scrittori, mostrano di essere scribacchini e di mancare di quell’altero, nobile ed intellettuale distacco che dovrebbero avere rispetto alle critiche e che si manifesta con il sarcasmo più perfetto. Niente li differenzia dalle casalinghe di borgata che si querelano in continuazione. Purtroppo…

Matrimonio: che follia!

Dopo una lunga pausa oggi finalmente aggiorno il blog, prima di perdere definitivamente quei 4 lettori che trovano piacevole leggerlo (che ringrazio sentitamente!).  Questo periodo è stato un po’ movimentato, ho alcuni progetti che vorrei cercare di portare a termine e di cui non parlo per scaramanzia, ho studiato per due esami (economia che tu sia maledetta e diritto tributario che tu possa essere meno noioso di quello che attualmente sei), di cui uno superato lunedì e l’altro invece è tra qualche giorno. L’estate è finita e sto riprendendo i vecchi ritmi di studio. Purtroppo facebook è una distrazione tremenda, uno strumento del demonio…  Vi annuncio, anche se la cosa non è che vi importi poi neanche minimamente, che a breve mi iscriverò in palestra per cacciar via una poco elegante pancetta che rovina il mio magnifico (prrr) aspetto…

In Sicilia infuria la campagna elettorale e sembra un tutto contro tutti, una grande ammucchiata in cui tutti stanno attenti a proteggersi il didietro (peraltro molti non riuscendoci…). Ma la cosa non è molto importante, i siciliani come da qualche millennio a questa parte troveranno il modo di farcela.

 

Oggi voglio prendere d’assalto una delle fortezze più inattaccabili del comune pensare… Una cosa che mi fa venire l’orticaria solo a pensarci ed al cui confronto tutto il resto è polvere. Questa cosa (non posso definirla in altro modo) vanta a sua difesa intere legioni di dolci donzelle cresciute a telefilm e favole,  trae forza dal principio dello scarica barile e da quello dell’amore della pace” (di cui sono seguaci la quasi totalità degli esseri umani di sesso maschile, me compreso) e soprattutto serve da palcoscenico a quelle superstar di nome Nonvoglio Sfigurare e Voglia Diapparire… Queste due belle signorine alimentano il nostro narcisismo e se non sono ben controllate finiscono per influenzare ogni azione della nostra vita quotidiana, altresì (questa parola  è solo per te, caro Francesco) è manifesto che i luoghi in cui loro si baloccano come pazze sono le cerimonie, di tutti i tipi. Ma io non contesto le occasioni formali, anzi mi piacciono, adoro stare in giacca e cravatta e mi piace stuzzicare lievemente il mio ego, ma poi si arriva all’esagerazione, allo sputtanamento del senso stesso di cerimonia. Una sera a cena, ad esempio, è uscito il discorso di matrimoni e lauree e tutti sappiamo che Sicilia la formalità di certi eventi raggiunge livelli inimmaginabili e dunque quest’isola è un ottimo specchio per le comuni usanze. Probabilmente questo fenomeno andrebbe analizzato di concerto con l’idea tutta siciliana che dentro le mura private (Buttafuoco parlò di camera da letto) ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma basta che non lo si vada a dire direttamente al di fuori (che si sappia, invece per vie traverse un certo fatto non è rilevante) ma rischierei di perdermi in sofismi. Andando subito al sodo, è risaputo quali siano le tradizioni del matrimonio: organizzazione costosa e certosina da parte degli sposi, che ovviamente non devono sfigurare nel loro contesto sociale e magari imitare i matrimoni della gente importante, tutti vogliamo sentirci importanti.  Gli invitati ovviamente doneranno qualcosa per partecipare al felice momento, possibilmente costosa come un uovo fabergé, che non si deve sfigurare, i testimoni invece, in virtù dell’onore tributato loro dovranno fare un regalo molto personale (che, chissà come mai, viene comunemente inteso come il regalo più costoso di tutti… Mancanza di fantasia? O forse a causa della nostra incapacità a ritenere che un regalo di cui non abbiamo lo scontrino, possa risultare bello? Magari è solo perché questo è il modo più facile per ottenerlo). Inoltre per organizzare un matrimonio praticamente si deve aprire un mutuo, tra video, foto, ristorante(dove spesso si mangia male), chiesa, animatori, pagliacci, dj, vestiti e via seguitando…  Con gli anni la mia avversione a questo genere di cose sta crescendo come una pianta sempre più alta e robusta ed ho giurato che il mio matrimonio, se mai mi sposerò, dovrà essere il più sobrio possibile, senza spendere soldi inutilmente per locali finto-barocco-rinascimentali-liberty da arricchiti e senza creare un listino di invitato lungo quanto l’elenco della popolazione della Cina e pieno di sconosciuti. Ovviamente un matrimonio principesco in cui vengono presentati autentici capolavori culinari ed organizzato in un posto incantevole è decisamente stimolante, lo ammetto, ma questo genere di cose le si devono lasciare a chi se lo può permettere, non solo economicamente (che prima di indebitarsi per una cena è meglio pensare al futuro, magari con quei soldi copri una parte del mutuo per la casa, o li investi), ma anche perché dotato del giusto “savoir faire” ed ovviamente anche gli ospiti dovrebbero essere all’altezza. Prima che mi lapidiate per questo profondo snobbismo vi invito a ricordarvi del buon Trimalcione ed a pensare a degli episodi di cattivo gusto che sicuramente vi saranno capitati. Una cerimonia è come un buon abito, si deve essere naturalmente dotati a saperlo portare. Non si deve certo essere miliardari modello come il tizio descritto da Wilde, ma l’emulazione spesso rischia di diventare grottesca. Inoltre io desidererei che i miei testimoni non pensassero: “oddio che palle, mi ha chiesto di fare il testimone ed ora devo spendere un sacco di soldi per il regalo e c’è anche sta crisi maledetta e le tasse che si alzano e vorrei anche pensare un po’ a me stesso”. Cosa che mi è già capitato di sentire, infatti per quanto mi riguarda potrebbero anche non regalarmi solo la presenza, una maglietta o qualche sciocchezza da niente se questa cosa è legata al nostro passato insieme, oppure una cosa preziosa se ritengono che non sia un peso per loro. Il matrimonio praticamente fa impazzire qualunque persona che ne sia toccata, anche se di striscio, come chi riceve una partecipazione, perché costui si sente in dovere di fare un regalo per non fare il pezzente… Mah… dico io, sono alquanto dubbioso, perché mai dovrei farli il regalo se non voglio? Perché passo per pezzente se non lo faccio? Non ho obblighi verso di loro, quel pezzo di carta non è un contratto mefistofelico… Quello che voglio dire in questa delirante miscellanea di frasi è che non si è obbligati dalla società a fare una cerimonia pazzesca  degna di Luigi XIV e nemmeno ad diventare folli nella preparazione. Il matrimonio per sposi e invitati deve essere un piacere. Per quel che mi riguarda andrebbe bene anche una cena tra amici.

 

P.s non voglio parlare dell’abito bianco e dei vari tipi di abito, altrimenti finirei per insultare qualcuno…

P.P.s non ho parlato delle lauree ma vale lo stesso discorso. Qui sono maledettamente formali! Molto meglio una sana bevuta fra amici e via tutti i pensieri!

 

C’era un mondo…

C’era una volta un mondo in cui un Presidente di Regione fino al giorno prima di dimettersi assumeva ancora dirigenti e consulenti, affossando ancora di più la terra che avrebbe dovuto governare.                       

C’era una volta un mondo in cui chi prima strepitava contro una regola perché danneggiava la sua attività commerciale, poi la utilizzava poi contro il commerciante concorrente.

C’era una volta un mondo in cui un sindaco, prima e dopo essere eletto, aveva promesso mirabolanti novità: venivano promessi finanziamenti, opere, progetti, la rivoluzione e la gente gli credeva -forse perché aveva bisogno di un bel sogno da fare ad occhi aperti… – Costui si atteggiava a re e la gente lo seguiva.

C’era una volta un mondo in cui chi si lamentava del calo del turismo e poi si rifiutava di applicare una qualunque soluzione vantaggiosa anche per il turista, perché si sa, il turista è come un portafoglio pieno incustodito.

C’era una volta un mondo in cui qualcuno non dava la giusta importanza agli altri, mostrandosi con arroganza superiore agli altri, ma nascondendo malamente le sue debolezze.

C’era una volta un mondo in cui le nuove idee erano viste con sospetto ed al tempo stesso venivano richieste persone capaci di produrre nuove idee.

C’era una volta un mondo in cui un qualcuno che avrebbe potuto ridare lustro ad un’università decaduta dovette cambiare lavoro a causa di individui mediocri.

C’era una volta un mondo in cui qualcuno aveva paura a raccontare di sé.

C’era una volta un mondo in cui qualcuno scriveva su un blog misconosciuto delle cazzate per il gusto di farsi leggere. Questo qualcuno sapeva anche di doversi rimboccare al più presto le maniche per evitare di fossilizzarsi e di fallire nei suoi scopi.

La rubrica delle date- 5 agosto 1981

Il blog sta lentamente prendendo forma, anche se non esiste ancora una vera e propria scaletta degli interventi.. Oggi inauguro una rubrica settimanale, il nome prescelto è “la rubrica delle date”.  Il giorno in cui ho scelto di scrivere il nuovo argomento, cercherò degli eventi importanti che sono accaduti quel giorno nel corso della storia e ne farò un breve commento. Credo che questa possa essere  un’idea simpatica e stimolante. Oggi l’inesauribile Wikipedia mi ha regalato l’abolizione in Italia del matrimonio riparatore.

 N.B il post è stato scritto il 5 agosto                

5 agosto 1981 – Abolizione del matrimonio riparatore

Sin dall’antichità l’Italia è sempre stata un paese dalle forti tradizioni familiari, in cui la rispettabilità  e l’onore della famiglia venivano sempre considerate estremamente importanti. La tradizione cristiano-cattolica ha poi rafforzato quest’idea e l’ha mantenuta quasi intatta fino al periodo contemporaneo. Oggi non starò a descrivere l’evoluzione della famiglia o i motivi che portavano alla difesa dell’onore e della rispettabilità dei suoi membri, ma parlerò di un retaggio ancestrale presente nel nostro ordinamento sino al 5 agosto 1981, il matrimonio riparatore.  L’abrogato art. 544 del codice penale recitava: “Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530cp, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.”  La norma dispone che la celebrazione del matrimonio tra le parti implicate, in caso di stupro di ragazza nubile,  liberasse il violatore da ogni ipotesi di reato. Possiamo affermare che la morale comune imponeva e la legge consentiva  di lavare il disonore delle due famiglie implicate, sia quella del violatore, sia quella della violentata che aveva perso per sempre la purezza. L’unione serviva a far tacere i pettegolezzi (soprattutto nei confronti della fanciulla, che veniva spesso ritenuta colpevole dello stupro subito, a causa del suo aspetto e della sua naturale lascivia) e serviva a riportare la situazione all’ordine naturale delle cose: niente Stato e magistrati ad occuparsi della faccenda, niente problemi legali e procedimenti lunghi e laboriosi, nessuna pubblicità negativa sulle famiglie e sul paese in cui avveniva il fatto e nessun problema per la famiglia della stuprata riguardo al farla sposare con qualche altro uomo, inoltre questi potevano anche ricavare un buon accordo con l’altra famiglia. Ma in una società in cui deve essere lo Stato a creare il diritto, questa norma, unitamente a quella del delitto d’onore, art. 587 cp, rappresentano bene l’incapacità dell’ordinamento giuridico del tempo di colmare alcune grosse lacune in termini di giustizia e libertà dei singoli individui nel diritto di famiglia, non essendo questo capace di porre la tutela del singolo su un piano superiore. Anche in questo caso è stato un evento accaduto che ha scatenato il cambiamento. Dobbiamo celebrare, infatti, il coraggio di una persona: la siciliana Franca Viola, che ha denunciato e si è rifiutata di sposare uno spasimante che con alcuni complici l’aveva rapita e poi ne aveva abusato sessualmente. Secondo la morale comune lei lo avrebbe dovuto sposare perché aveva ormai perso la purezza. Inoltre ricordiamo che lei era figlia di contadini, nata in un ambiente ed una zona della Sicilia molto legate alle tradizioni e lui legato ad una famiglia mafiosa, dunque il mantenimento dello status quo veniva prima di tutto, gli sconvolgimenti non erano accettati.  A questo punto possiamo capire quanto sia stato difficile per lei denunciarlo. La vicenda si è poi risolta in meglio per i “buoni”: il fidanzato storico di lei ha deciso di sposarla nonostante le minacce e sono anche stati ricevuti dal papa e contattati dal presidente Saragat. Il contorno noir della vicenda è dato dal fatto che il violentatore appena uscito dopo due anni di prigione è stato ucciso a colpi di lupara. La giustizia mafiosa. Il fatto in sé dell’abolizione del matrimonio riparatore è stato senza dubbio un grande passo avanti per il diritto nel superamento di certe visioni legate alla tradizione.